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La transizione della Serie A Calcio Femminile dallo status dilettantistico a quello professionistico, che si concretizzerà al termine della prossima stagione agonistica 2021-22, rende di fatto ineludibile il potenziamento dei settori giovanili >>>“Serie A Femminile e ruolo dei settori giovanili.

La cura dei vivai sarà cruciale per assicurare al sistema un futuro sostenibile. La crisi economica innescata dalla pandemia, modificherà totalmente l’approccio anche al mondo pallonaro maschile. Farà saltare schemi ormai triti e decotti. Solleverà muri, invalicabili, contro i quali il calcio potrebbe andarsi a schiantare in modo definitivo >>>“Serie A Femminile e cultura dei vivai.

Diventerà salvifica una “visione sociale” del calcio, inteso come virtuosa integrazione del club con il territorio in tutte le sue espressioni. Essa non potrà che trovare ossigeno in un’attenta riconsiderazione del ruolo che sarà attribuito alla “meglio gioventù” del contesto di riferimento, che dovrà essere integrata nel tessuto dei club.

Solo iniziative di aggregazione dirette a centrare questo obiettivo potranno dare nuova linfa al movimento. Si tratta di pescare fra le nuove leve, di rinnovare il sistema nella fase di uscita definitiva dall’era pionieristica, di assicurare un futuro sostenibile alle società. Oltre che a costruire una nuova generazione di tifosi, della quale si sente estremo bisogno.

Ovviamente sarà decisiva l’impostazione del nuovo Consiglio Direttivo della Divisione Calcio Femminile, al cui interno è stata rinnovata la carica di presidente a Ludovica Mantovani, coordinata dal presidente della Figc Gabriele Gravina (grande innovatore fin dai tempi in cui era il numero uno della Lega Pro) >>>“Divisione Calcio Femminile, il nuovo Consiglio Direttivo.

Il fatto che vi trovino posto – accanto a rappresentanti del calcio maschile che hanno puntato sul femminile e ne rappresentano l’anima professionistica (uno per tutti Stefano Braghin della Juventus Women) – anche membri chiara espressione dell’anima dilettantistica che ha fatto la storia del calcio femminile (Marco Zwingauer della Florentia San Gimignano) è, in prospettiva, un dato potenzialmente incoraggiante.

Riusciranno i nostri eroi a fondere le due anime della Serie A femminile? Ce la faranno a costruire un’idea di professionismo che sia di sostanza e non di mera cosmesi? A dare sostenibilità all’intero sistema, evitando rischi di precarizzazione?

Queste sono le domande. Dalle specifiche risposte scaturirà il futuro del calcio professionistico femminile. Di sicuro la sua ascesa ha un bisogno vitale di essere pilotata da dirigenti “visionari”.

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