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La Serie A Femminile si avvia verso la conclusione di un campionato giocato a porte chiuse. Un vero e proprio paradosso, quando si parla di calcio.

L’assenza dei tifosi rende gli stadi grigi e tristi. Mette sotto ghiaccio le emozioni. Trasforma uno sport, che è bellissimo, in uno spettacolo sterilizzato e riservato a pochi addetti ai lavori. Il fatto è che il calcio ha un’anima e la sua anima sono i tifosi, che ne rappresentano l’essenza. Quando non ci sono, il prodotto diventa adulterato.

A volte il silenzio è più assordante del più assordante dei rumori. Il coronavirus ci ha resi autoreferenziali, molto più di quanto già non fossimo. Ci ha lentamente confinati in spazi sempre più asfittici. Ci ha ristretti in orticelli da zappare in mesta solitudine.

Per chi ha il calcio nel sangue, questo silenzio è ancora più doloroso. Gli stadi erano ribollenti di un tifo appassionato e coinvolgente (nella foto, il Santa Lucia dove gioca la Florentia San Gimignano). Il rischio è che tutto questo possa rimanere solo un ricordo. E invece no. Bisogna stamparsi queste immagini nella mente e nel cuore. Potrà (dovrà) essere la base da cui trovare la forza per ripartire, anche se non sarà facile

Per questa ragione, nel calcio come nella vita, i ricordi belli non si dovrebbero mai cancellare. Al contrario, andrebbero usati per aiutarci a superare i momenti brutti. Quando questi ci toccano, come inevitabilmente accade agli umani, non resta che comportarsi come i pesci rossi.

I pesci rossi hanno una memoria di appena dieci secondi. Poi tornano a nuotare, come se niente fosse. Quando torneremo a vivere una vita piena e il ricordo del maledetto coronavirus proverà a tarpare le nostre passioni, non ci resta che diventare pesci rossi . Cancellare ciò che è stato. Riprendere la nostra strada. Andare avanti, sempre e comunque (*).

(*) cit. “Ted Lasso“, serie televisiva americana sul mondo del calcio inglese interpretata da Jason Sudeikis.

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