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La festa è finita, per il calcio professionistico europeo e di riflesso per quello italiano? Sembrerebbe proprio di si.

Dopo una crescita ininterrotta di durata ventennale, la crisi post-pandemica sta sbriciolando i bilanci dei club europei e, in forma ancora più significativa, di quelli italiani (i cui conti economici erano in profondo rosso). I dati economici sono quasi fallimentari e certificano lo sfascio sistemico indotto dalla crisi sanitaria >>> “La crisi sanitaria affonda il calcio professionistico europeo” .

Uno stato di fatto che mette seriamente a rischio il futuro del movimento sul versante maschile, tanto che l’Uefa parla di ben 120 club (quanti e quali saranno quelli italiani?) a “rischio esistenziale” >>> “Calcio professionistico, 120 club europei sono a rischio esistenziale”.

Quali potranno essere le conseguenze sulla Serie A Femminile che al professionismo sta tentando, faticosamente, di affacciarsi? Certo è che le criticità dalle quali già parte la Divisione Calcio Femminile guidata da Ludovica Mantovani impongono una seria riflessione sul futuro del movimento in termini di sostenibilità e di compatibilità economica con un passaggio epocale di questa portata. Molti presidenti hanno già messo le mani avanti. In primis quella dell’Empoli Ladies, Rebecca Corsi >>> “Professionismo, le tante criticità della Serie A Femminile”.

Il precipizio nel quale potrebbe cadere il calcio italiano maschile, falcidiato da una crisi di ricavi della quale è ancora difficile intuire la portata, avrà conseguenze importanti anche sul corrispettivo femminile. I club che rappresentano società professionistiche, potrebbero essere fortemente penalizzati in termini di budget. I trasferimenti economici alla componente rosa saranno verisimilmente tagliati.

La crisi sanitaria non farà sconti a nessuno, parlando di serie A Femminile. Chi potrebbe oggi affermare, anche in termini di previsioni, che l’anno prossimo tutto ricomincerà come prima? Il crollo degli introiti da ticketing, da marketing, da vendita dei diritti tv potrebbe essere di portata tale da generare un circuito vizioso a tutto danno della componente femminile dei club professionistici italiani.

Come andrà a finire? Per capirlo si tratterà di monitorare con attenzione i passaggi che saranno stabiliti dalla Divisione Calcio Femminile per attraversare il guado senza affogare. In soldoni? Lo scopriremo solo vivendo.

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