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La scelta di Borja Valero (nella foto è al centro, con un gruppo di tifosi del Lebowski, durante la presentazione ufficiale) può sembrare sorprendente. Ma non lo è affatto conoscendo le qualità dell’uomo, che a Firenze chiamano ‘il sindaco’.

Dopo aver lasciato la Fiorentina ha scelto di giocare in Promozione e di firmare per un anno con il Centro Storico Lebowski, peculiare realtà del panorama calcistico italiano a partire dal nome che ha scelto di darsi >>> LEGGI QUI.

Ha preso questa decisione per fare ‘grande’ il CSL, per essere coerente con la sua idea di un calcio sociale che affonda le sue radici nel territorio. Ha messo faccia e nome per dare visibilità a un club la cui proprietà è collettiva, fortemente inserito nel contesto fiorentino.

Lasciamo spiegare a lui stesso le ragioni che lo hanno ispirato.

“Ho accettato questa sfida perché mi riconosco nei valori portati avanti da questi ragazzi. Ero convinto di giocare un’altra stagione nella Fiorentina, non certo per soldi o per chissà cosa. Avrei potuto dare una mano. Purtroppo non è andata così, quindi avevo deciso di smettere e voglio ringraziare anche la Settignanese per avermi cercato”.

“Poi questa possibilità. Ho visto entusiasmo, organizzazione e soprattutto mi sono riconosciuto nei valori del Lebowski, a partire da quello che hanno fatto in San Frediano per ridare vita al giardino dei Nidiaci e per dare la possibilità a tutti i bambini e alle bambine del quartiere di giocare, divertirsi e imparare a vivere senza ansie uno sport bellissimo che però sta perdendo la sua umanità”.

“Sono cresciuto in un quartiere periferico di Madrid. Non c’era niente, era difficile anche trovare un campetto per giocare. Certe cose non si dimenticano. Il calcio è anche questo: incontro, aggregazione, possibilità di stare insieme. Di crescere. Ho dato la mia disponibilità a giocare. Quando faccio qualcosa voglio farla bene e seriamente”.

“Unica condizione: avranno la priorità i miei impegni con Dazn, quando dovrò commentare le partite. Per il resto mi metterò a disposizione del tecnico e magari, se capita, darò qualche consiglio. Ma non è per giocare che ho fatto questa scelta. È per dare una mano e visibilità al lavoro di ragazzi che ci mettono il cuore, e anche, a modo loro, un pizzico di follia”.

Da non perdere Borja Valero che canta in mezzo ai tifosi un coro strampalato >>> VIDEO 

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