La ‘meglio gioventù’, la Serie A Femminile, il professionismo e la cultura dei vivai

La sostenibilità finanziaria e tecnica del professionismo in Serie A – voluto dalla Divisione Calcio Femminile di Ludovica Mantovani e dalla Figc di Gabriele Gravina – passa anche e soprattutto attraverso il ruolo cruciale che dovranno avere i settori giovanili.

La scoperta e la valorizzazione di giovani talenti sarebbe (è) un ‘must‘. Un investimento non più eludibile che consentirà di ovviare alle possibili perdite di bilancio grazie all’inserimento in Prima Squadra e all’immissione sul mercato delle giocatrici costruite in casa propria.

👉🏾 La riorganizzazione delle strutture operative e logistiche dovrà avvenire, anche e soprattutto, in funzione di una strategia che punti fortemente sulla formazione delle giovani leve.

👉🏾 La creazione di vivai dai quali la prima squadra possa costantemente attingere può diventare una delle principali fonti di autofinanziamento delle società, in un momento in cui la crisi post-pandemica ha duramente colpito quasi tutti i settori economici italiani e gli investimento nel calcio potrebbero risultare fortemente penalizzati.

👉🏾 Nel contempo si rende necessaria un’azione di scouting a tappeto. Dovrà interessare tutto il territorio italiano, sia da parte delle società professionistiche sia anche degli osservatori delle Nazionali Giovanili (Under 16 e Under 17 in particolare).

👉🏾 La connessione con il territorio e con le Scuole Calcio che pullulano di potenziali talenti, dovrà rappresentare un punto fermo e imprescindibile della crescita che (almeno così sembra…) è stata programmata per la serie A e per la piramide del sistema femminile di cui la massima categoria nazionale è solo la punta dell’iceberg.

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