La Serie A Femminile delle straniere e il suo impatto con la Nazionale di Andrea Soncin: l’errore di ‘scimmiottare’ la massima serie maschile

Il passaggio al professionismo ha innescato dinamiche di mercato che richiamano gli errori del calcio maschile.

✳️ SI PUÒ PARLARE DI “INVASIONE STRANIERA”? Direi di si. La componente straniera copre tra il 55% e il 58% delle tesserate (con punte ancora più elevate nei club di vertice). Questo significa che più di una calciatrice su due in Serie A non è italiana.

✳️ LE RAGIONI: TECNICHE, ECONOMICHE E ANCHE DI MARKETING. I club cercano profili pronti, abituati ai ‘top campionati’ esteri. Il mercato estero offre occasioni ‘low-cost’ abbinate a profili di rendimento immediato. In alcuni casi, il ricorso alla straniera di grido risponde anche a logiche di internazionalizzazione del brand e di marketing del club.

✳️ L’IMPATTO SULLA NAZIONALE. Se più di metà della Serie A è occupata da straniere, le calciatrici italiane titolari nei rispettivi club d’élite diminuiscono in termini veriginosi. Il ct Andrea Soncin deve pescare in un bacino ridotto all’osso. Ciò comporta: a) meno minutaggio ad alto livello per le giovani azzurre nelle partite decisive; b) difficoltà nella gestione della ‘transizione generazionale’; c) il fatto che il ct si può sentire indotto a non a convocare giocatrici con scarsa esperienza internazionale o con un minutaggio ridotto nei club di appartenenza.

✳️ REITERAZIONE DEGLI ERRORI DELLA SERIE A MASCHILE? Assolutamente sì. È lo stesso cortocircuito che ha portato il calcio maschile italiano all’inaridimento del vivaio e alla storica, drammatica assenza dell’Italia da tre Mondiali. Reiterare nel femminile il modello “spezza-vivai” del maschile rischia di sterilizzare la “piramide rosa” proprio alla base.

✳️ QUALI SOLUZIONI? Per arginare l’invasione senza frenare la competitività, la FIGC e la Divisione Serie A dovrebbero agire con riforme strutturali mirate:

✅ OBBLIGO DI MINUTAGGIO O ‘LISTE RIGIDE’. Introdurre un contingente minimo di “giocatrici formate nei vivai italiani” da inserire obbligatoriamente in lista (sulla falsariga delle club-trained e association-trained UEFA).

✅ DISINCENTIVI ECONOMICI E PREMIALITÀ. Legare contributi federali e distribuzione dei ricavi televisivi all’effettivo impiego di calciatrici italiane (specie Under 21).

✅RAFFORZAMENTO DEI VIVAI. Vincolare l’iscrizione dei club in Serie A femminile all’investimento certificato sui settori giovanili territoriali.

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