🔷 Dopo 22 anni l’Arsenal vince il titolo di Premier League. La squadra di Mikel Arteta ora ha 4 punti di vantaggio sulla seconda. L’ultima gara con il Crystal Palace sarà l’incoronazione. La festa si è protratta fino a tarda notte.
🔷 È il primo titolo dell’Arsenal dal 2003-04, guidato da Arsène Wenger. IlE, forse non è finita qui. Il 30 maggio i “gunners” affronteranno a Budapest il Paris Saint-Germain nella finale di Champions League.
🔳 Nick Hornby ha certificato, in “Febbre a 90” (1992) di essere innamorato pazzo dell’Arsenal fin dai tempi in cui ancora giocava sul campo dell’Highbury. Ha saputo trasmettere ai lettori questa passione lacerante, conservando l’aria ingenua e disincantata da Peter Pan che lo unisce a milioni di altri tifosi rimasti eterni bambini. È riuscito a spingere chi legge a gustare il sapore di ogni parola, per ritrovarsi infine a vivere storie condivise con chi le ha scritte. Da un po’ di tempo in qua scrive meno di calcio, ma il suo amore per quella palla che rotola su un prato verde non è mai venuto meno.
🔳 L’Arsenal è una squadra che lo ha fatto soffrire, parole sue. Ma proprio qui sta il punto. Come afferma candidamente “una squadra sempre vincente non fa per me”. In queste parole c’è tutta l’essenza del tifoso, in qualunque latitudine egli viva. Perché un “vero” tifoso sa di essere nato, soprattutto, per soffrire.
🔳 In un’intervista rilasciata nel lontano 2010, in occasione di una sua venuta a Roma, Hornby ha detto che il calcio è uno spettacolo ormai riservato agli adulti. In Inghilterra, chi va allo stadio ha mediamente quasi 45 anni.
🔳 Quando lui era un ragazzo, il biglietto costava come quello della metropolitana. Dove li trovano i ragazzi, oggi, tutti i soldi che servono per pagare il prezzo attuale dei biglietti? Come fanno a seguire le tante partite che si giocano in una stagione? Insomma, la passione per il calcio invecchia mentre il futuro è nei giovani.
🔳 Per ravvivarlo e dargli una prospettiva, bisogna tornare ad attrarre le giovani generazioni. La metafora finale di Hornby è all’altezza del suo indubbio genio. “I manager? Dovrebbero imparare dai narcotrafficanti: ti vendono lo spinello a pochi soldi, ti abituano alla droga e quando non ne puoi più fare a meno, ti affibbiano la roba costosa”.
👉🏿 Un pugno diretto nello stomaco, di quelli che il grande Nick sa come assestare al momento giusto e che ti lasciano stecchiti per terra. E però, senza un po’ di fantasia e un filo di follia alla Hornby, il calcio potrebbe non farcela a restare a galla.