Juventus Women, Braghin e una certa visione di futuro del calcio femminile italiano

Stefano Braghin ha percorso un cammino straordinario da quando è alla barra di comando del club bianconero. Il passaggio del testimone da Rita Guarino a Joe Montemurro è stata una scelta meditata. Ha dato al club bianconero quel quid di internazionalità che ancora le mancava.

✅ Montemurro, a sua volta, ha ripagato in pieno  la fiducia con il suo modo (del tutto peculiare) di guidare la squadra e di utilizzare la rosa. Roba che non si era mai vista a queste latitudini. Quale altro allenatore avrebbe lasciato in panchina per l’intera partita di Champions, a Ginevra, due moloc come Girelli e Bonansea (con Cernoia e Pedersen subentrate solo a gara in corso)?

✅ La decisione di cambiare allenatore esprime, molto più di mille parole, il coraggio e la lungimiranza di un uomo di calcio apprezzato da tutti per le sue capacità nell’ambiente del sistema calcio femminile. E non solo.

Braghin ha anche rilasciato una dichiarazione di alto valore prospettico a Tuttojuve.com: “Proporremo nuovi valori da parte della squadra. La missione non è solo quella di vincere le partite, ma è quella di proporre un calcio attrattivo per i tifosi. Dobbiamo ancora convincere le persone a seguire il calcio femminile che spesso per pregiudizi non è ancora apprezzato”.

✅ Una visione di futuro e una filosofia (pienamente) condivisibili. Gli auguriamo, di tutto cuore, le migliori fortune. C’è (un disperato) bisogno di dirigenti e di persone come lui nelle stanze dei bottoni.

✅ La sua scommessa è la nostra scommessa. E anche quella di quanti credono (sperano?) nell’affermazione del movimento femminile. Vincerla significherebbe dare fondamenta solide a una Serie A che si sta avviando verso il professionismo, a nostro parere, ancora piuttosto impreparata nel suo complesso per questa ardua transizione.

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