La Nazionale Femminile di Soncin verso il playoff con la Bielorussia, le 28 convocazioni in bilico tra presente e futuro: un’analisi

➡️ Il ‘valore dell’usato sicuro‘ è innegabile nei momenti decisivi, ma una rosa allargata può diventare l’occasione perfetta per seminare il domani. Il bilanciamento tra esperienza e giovani talenti può essere la chiave strategica per assicurare una crescita in prospettiva.

 🔳  Convocare ‘a specchio’ le stesse 28 giocatrici anche per il doppio confronto di play-off contro la Bielorussia, conferma di fatto una rigida gerarchia. Dietro ai numeri si configura la solita ‘zona di comfort‘. L’ossatura composta dalle ‘senatrici’ azzurre viene anche stavolta blindata, senza palesare alcuna concreta intenzione di provare a rimescolare le carte, seppure in una piccola misura percentuale.

 🔳  I ritorni di Martina Rosucci e Annamaria Serturini sono le uniche novità dell’elenco. Senza nulla togliere all’intrinseco valore delle due giocatrici (sul quale non esiste dubbio alcuno), si tratta della conferma del ‘principio dell’usato sicuro’. Sono due convocazioni, a nostro parere, in qualche modo difficili da comprendere e da condividere. Rischiano di riflettersi nell’immaginario collettivo come il segnale di un progresso forse troppo lento verso quel ricambio generazionale ormai ineludibile (perchè, per esempio, non chiamare al loro posto due giovani promesse?).

 🔳  Un ‘listone’ di 28 profili sarebbe la cornice perfetta per convocare 2-3 giovanissime o comunque 2-3 rivelazioni del nostro campionato, anche solo con il ruolo informale di ‘aggregate’. Lasciare a casa giovani talenti emergenti significa negare loro la possibilità di ‘respirare l’aria della Nazionale’, maturare presenze nel gruppo azzurro e avviare il necessario passaggio di consegne in vista dei grandi appuntamenti internazionali del futuro.

 🔳  L’opzione di non alterare neppure di un minimo sindacale equilibri consolidati, evidenzia una gestione di orientamento (forse troppo) conservativo. Andrea Soncin sceglie di rischiare il meno possibile anche quando si tratta di affrontare un impegno sulla carta gestibile, in questo caso la (mediocre?) Bielorussia e per di più in campo neutro nella prima gara in trasferta. Così facendo non si finisce per ‘cristallizzare’ la squadra in un ‘blocco statico’ che potrebbe, a medio-lungo termine, ‘incartarsi’ per la mancanza di ricambi e dell’innesto di energie nuove?

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