🔳 Si gioca martedì 14 aprile, in Serbia, una partita-crocevia per la Nazionale (ore 18.15, diretta tv su Rai 2). Una sfida per tornare a sperare nell pass per il torneo iridato, che le prime due partite hanno di fatto rattrappito. II ct dovrà fare le scelte migliori, senza guardare in faccia nessuno. Se non il risultato che vuole portarsi a casa.
🔳 Per le Azzurre è cruciale tornare a vincere. Servono tre punti per riaprire la (difficile?) corsa al primo posto del girone. E, di conseguenza, alla qualificazione diretta al Mondiale che sembra un po’ chimerica vista la situazione della classifica.
🔳 Il doppio, e molto complicato, appuntamento in casa di Serbia e Danimarca apre anche altri scenari. È basilare capire che i gironi di qualificazione europea al Mondiale del 2027 funzionano, da un punto di vista normativo, esattamente come la Nations League.
🔳 Secondo le norme UEFA in vigore – tanto precise quanto astruse da spiegare – per la permanenza nelle varie categorie (ricordiamo che l’Italia è in Lega A), la classifica finale del raggruppamento sarà determinante per il destino della squadra di Andrea Soncin.
🔳 Tutto dipenderà dalla posizione che la Nazionale occuperà in classifica alla conclusione della fase a gironi. Vincere contro la Serbia permetterebbe al ct di blindare almeno il terzo posto, oltre che puntare con forza al secondo (che, sarà il caso di ricordarlo, vale l’accesso diretto all’Europeo senza passare dalla lotteria dei play-off).
🔳 Ciò che si deve assolutamente evitare è tornare da questa doppia trasferta con un pugno di mosche in mano.
🔳 Già una sconfitta con la Serbia significherebbe consegnare alle nostre avversarie il vantaggio nello scontro diretto e scivolare sul fondo della classifica. Senza contare le ripercussioni sulla successiva sfida in casa della Danimarca.
⚽️ La parola d’ordine, dunque, è fare punti. A tutti i costi. Siamo ancora molto fiduciosi nelle possibilità di questo gruppo di giocatrici, forse un po’ sfocato, e nelle qualità del loro condottiero Andrea Soncin (al quale tutto il movimento ‘rosa’ deve moltissimo). Ma ora la parola passa al campo. E tutte le parole se le porta via il vento.