Nazionale Femminile, niente da dire sulle ragazze: il problema è nel manico

<> at Centro Tecnico Federale di Coverciano on April 4, 2022 in Florence, Italy.

✅ Inutile nascondersi dietro a un dito. L’eliminazione della Nazionale Femminile nella fase a gironi dell’Europeo è una delusione cocente. Fa rabbia pensare che sia avvenuta per mano di una squadra mediocre come il Belgio, che ha partecipato al torneo continentale appena due volte contro le 13 delle Azzurre.

✅ Niente da ridire sull’impegno delle ragazze. Ce l’hanno messa tutta, anche se la loro preparazione atletica è apparsa più che modesta. Non si capisce, davvero, a  cosa siano serviti 40 giorni di ritiro. La montagna ha partorito un topolino.

✅ Molte delle giocatrici utilizzate sono a fine ciclo. Questa sconfitta dolorosa non potrà che accelerare la loro estromissione da una Nazionale che mira a conquistare la qualificazione al Mondiale.

👉🏿 Quello che fa particolarmente male è la gestione caotica e superficiale di una rosa comunque valida nel suo insieme, il cambio continuo di moduli e formazioni, l’assenza totale di uno schema di gioco preordinato, la carenza di empatia in panchina.

👉🏿 Tutti elementi che puntano l’indice sulla ct Milena Bertolini, responsabile tecnica della missione in Inghilterra e dunque di ogni singola scelta (fallimentare?) fatta nelle tre partite. Il pollice è decisamente verso.

👉🏿 La guida della Nazionale deve cambiare e deve cambiare subito. C’è un gruppo da rifondare, c’è un Mondiale da conquistare. Un compito che, a nostro parere, non può essere affidato a Bertolini.

👉🏿 Attendiamo un intervento dall’alto della Figc. Il presidente Gabriele Gravina, con il passaggio al professionismo, si assume anche l’onere di prendere atto di questa situazione. E di passare la mano, da subito, a chi sia in grado di far ripartire un ciclo.

✅ Abbiamo amato questa Nazionale. Le siamo grati per quanto ha fatto. Abbiamo tifato senza se e senza ma. Ora è arrivato il momento di tirare una linea. Sotto questa linea non c’è più posto per Bertolini. Pena conseguenza serie e pericolose per l’apice del movimento calcio femminile, in una fase epocale della sua lunga storia.

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