✅ Rammaricarsi non serve a niente anche se i motivi per farlo sarebbero numerosi e (del tutto) giustificati, a partire da un arbitraggio quanto meno discutibile. La direttrice di gara ha prolungato il tempo di recupero dei 90’ regolamentari oltre ogni limite, è passata sopra a una serie di comportamenti scorretti da parte delle inglesi e ha concesso alle nostre avversarie un rigore molto dubbio proprio in chiusura dei tempi supplementari. Una sconfitta beffarda. Un rospo forse difficile da ingoiare.
✅ Rammaricarsi non serve a niente perché non potrà mai cambiare il risultato del campo che, nel calcio, è il giudice unico e che va sempre insindacabilmente accettato. Con dignità, con senso di responsabilità e con piena consapevolezza. Certo, non lascia indifferenti la disperazione delle Azzurre al termine dell’incontro. Colpisce, in particolare, il pianto irrefrenabile di Sofia Cantore (che avrebbe voluto partire da finalista per la sua avventura negli USA).
✅ Rammaricarsi non serve a niente. Il calcio è questo. Con una mano ti dà, con l’altra ti toglie. In gare da dentro o fuori si deve saper accettarne, per ripartire da tutto quanto di buono è stato fatto fino a quel momento.
✅ Ciò che conta è che Andrea Soncin ha saputo creare un gruppo battagliero, compatto, coeso, determinato, appassionato. Che il ct ha portato l’Italia alla semifinale del campionato europeo, come non avveniva da tempo immemorabile. Che ha costretto le campionesse d’Europa e vice-campionesse del mondo ad arrivare all’ultimo minuto dei supplementari per portarsi a casa la finale.
✳️ Ciò che conta è che da qui si deve ripartire. Vale a dire dal grande interesse mediatico che le Azzurre hanno saputo catalizzare fra gli appassionati di calcio e adoperarsi affinché non vada disperso. Questa partita ha insegnato che l’Inghilterra ha una base decisamente più numerosa di quella di cui può disporre l’Italia. La vittoria è stata decisa anche dalla sua panchina lunga, che ha permesso l’ingresso in campo di giocatrici in grado di cambiare faccia alla gara.
✳️ Ciò che conta è capitalizzare questo risultato e instradare l’interesse che si è creato intorno al calcio femminile con scelte incisive a livello istituzionale, a vantaggio della piramide rosa nella sua interezza. Si tratta di trovare sponsorizzazioni e nuove fonti di finanziamento per sostenere i club e i settori giovanili della base del movimento. La Nazionale maggiore, la Under 19 e la Under 17 – capaci di raggiungere risultati clamorosi – hanno un bisogno continuo di ricambi. E questi ricambi possono arrivare solamente accrescendo il numero delle tesserate, non certo lasciando soli i club del territorio. Serve, da subito, un piano di crescita vera del calcio femminile.
✳️ Alle Azzurre, impagabili ‘guerrigliere’, non può che andare il nostro grazie. Lo stesso va fatto nei confronti di Andrea Soncini che, in un arco di tempo ristretto, ha dimostrato come le situazioni possano essere rivoltate come un calzino. E come una Nazionale allo sbando possa essere trasformata in un gruppo capace di sfiorare la finale del Campionato Europeo, di mettere per lunghi tratti alle corde una squadra come quella inglese che ha sviluppato la crescita del calcio femminile con almeno venti anni di anticipo rispetto a noi.
✳️ La parola d’ordine, quindi, è ripartire con coraggio, con forza, con determinazione, con scelte che accrescano il bacino da cui attingere. Il calcio femminile deve entrare a far parte dell’immaginario collettivo dei tifosi di questo sport.
Addentrarsi oltre in analisi tecniche di una partita che è stata condizionata da fattori esterni così significativi, ha poco senso in questo momento, perché non cambierebbe comunque l’esito della partita. Si deve solo concentrarsi. sul futuro, evitando di commettere gli errori passati che non hanno permesso di capitalizzare situazioni altrettanto significative come quella che è ci capitata a Ginevra.
Non resta che rinnovare il nostro grazie a questo gruppo per averci fatto vivere giornate indimenticabili in un momento in cui l’omologo maschile è in una fase di declino che sembra irreversibile.
Forza Azzurre. Viva il calcio femminile. Viva le bambine che si avvicineranno al calcio dopo questa splendida esperienza, ma che dovranno essere a tutti i costi sostenute.
INGHILTERRA-ITALIA 2-1 d.t.s. (0-1)
33’ Bonansea (Ita), 90’+6′ Agyemang (Ing), 119′ Kelly (Ing)
Inghilterra (4-3-3): Hampton; Bronze, Williamson (dall’85’ Agyemang), Morgan, Greenwood (dal 121′ Carter); Toone, Walsh (dal 105′ Clinton), Stanway (dal 77′ Kelly); James (dal 46’ Mead), Russo (dall’85’ Beever-Jones), Hemp. A disp: Moorhouse, Keating, Charles, Mead, Le Tissier, Park, Wubben-Moy. Ct Wiegman.
Italia (3-4-3): Giuliani; Lenzini (dall’89’ Piga), Salvai, Linari; Di Guglielmo, Caruso, Giugliano (dall’89’ Greggi), Oliviero; Cantore (dal 72’ Cambiaghi), Girelli (dal 64’ Piemonte), Bonansea (dal 72’ Severini). A disp: Baldi, Durante, Schatzer, Bergamaschi, Serturini, Goldoni, Boattini. Ct Soncin.