Si gioca Italia-Svezia per la Nations League: l’EFFETTO ALONE della Nazionale di Andrea Soncin sul sistema del calcio femminile e il suo ruolo nella crescita della piramide rosa

La partita Italia-Svezia, che si gioca venerdì 30 maggio al Tardini di Parma, è di cruciale importanza per il percorso delle Azzurre in Nations League. Avrebbe (ampiamento) meritato di essere messa ‘nel centro del mirino’ dei media a grande diffusione, anche perché il campionato maschile di serie A si è chiuso e di spazio a disposizione per questo tipo di notizie ce ne sarebbe stato a iosa. Ma questo, almeno secondo noi, non è avvenuto nella misura in cui sarebbe stato auspicabile.

In psicologia, l’effetto alone è un bias cognitivo (vale a dire una ‘scorciatoia’ mentale o un modo di pensare che il nostro cervello utilizza per semplificare l’elaborazione delle informazioni e ‘schierarsi’ più rapidamente a favore di qualcosa o qualcuno) che si verifica quando la nostra impressione generale su una persona, un oggetto o una situazione influenza il modo in cui valutiamo le sue specifiche caratteristiche. In altre parole, se ci formiamo un’opinione positiva (o negativa) su un aspetto di qualcosa, questa opinione tenderà a “irradiare” e influenzare il nostro giudizio su altri aspetti, anche se non correlati.

Quando la Nazionale ottiene risultati significativi suscita un picco esponenziale di interesse da parte dei media, del pubblico e degli sponsor. Ancor più e meglio – in chiave di diffusione di questo sport – ispira più bambine e ragazze a intraprendere una strada che nel bel paese è ancora irta di ostacoli e difficoltà.

Questo “alone” (di successo e popolarità) si irradia dunque a macchia d’olio, anche verso il basso. Influenza positivamente i club, i settori giovanili, la base della piramide rosa e la percezione generale del calcio femminile.

L’avvento di Andrea Soncin sulla panchina della Nazionale femminile va indubitabilmente considerato positivo in questo senso per diverse ragioni:

  • VISIONE E APPROCCIO INNOVATIVI- Soncin ha portato una ventata di freschezza. La sua affermazione “non è calcio femminile, è calcio” sottolinea l’importanza di considerarlo alla stregua di quello maschile. Un dato che contribuisce a normalizzare la disciplina e superare pregiudizi.
  •  RISULTATI E AMBIZIONE – Il nuovo ct ha prodotto segnali di crescita e di ambizione. La conferma è l’obiettivo dichiarato di raggiungere la ‘Final Four’ della Nations League. I risultati positivi della Nazionale accrescono dunque l’entusiasmo e l’interesse.
  • COMUNICAZIONE E IMMAGINE – Andrea Soncin attua un cambio di mentalità anche semantico. Insiste sull’importanza di riferirsi alla “Nazionale femminile di calcio” piuttosto che alla “Nazionale di calcio femminile”. Una percezione più paritaria e più dignitosa per l’intero movimento.
  • ATTENZIONE AI SETTORI GIOVANILI – La sua attenzione alle Giovanili, ne amplifica il ruolo cruciale nella crescita della piramide. I successi delle AZZURRINE U17 di Selena Mazzantini, alle quali Calciopress ha dedicato più spazio possibile, contribuiscono a creare un clima positivo e sono di ispirazione per le bambine.

Per queste e per molte altre ragioni l’azione di traino sulla base della piramide rosa è oggettivamente esercitato molto più dalla Nazionale di Soncin che dalla Serie A femminile di Federica Cappelletti. Ma questa è un’altra storia.

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