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Biagio Seno, Club Manager del calcio Pomigliano Femminile promosso in serie A con tre giornate di anticipo, è intervenuto qualche giorno fa alla trasmissione sportiva “Radio Goal” su Kiss Kiss Napoli.

Quella del Pomigliano è una storia fascinosa. Lo fa capire bene Seno, quando dice: “Possiamo parlare di impresa. Una piccola realtà come la nostra che si è affacciata da soli tre anni al calcio femminile e in tre anni è salita in Serie A. La pazzia che accomuna me e il presidente è forse il nostro segreto”.

Si è parlato anche di possibili sinergie con il Napoli di De Laurentiis. In merito il Club Manager è stato molto chiaro: “Ritrovarci in A era un sogno e siamo orgogliosi del percorso che abbiamo fatto. Cambiare nome? La questione è: il progetto Pomigliano nasce per una questione calcistica ma soprattutto per la volontà della figlia del presidente, Angela Pipola, che ci ha lasciato qualche anno fa. Il presidente ci tiene moltissimo. Togliere questa storia sicuramente non penso gli faccia piacere”.

Il presidente del Pomigliano femminile Raffaele Pipola – nel corso di Radio Punto Nuovo, durante la trasmissione “Punto Nuovo Show” (condotto da Marco Giordano e Umberto Chiariello – ha ribadito il concetto: “Collaborazioni con il Napoli? Col Napoli femminile e maschile abbiamo ottimi rapporti che vanno ad allargarsi. Se ci fosse qualcosa, per me non sarebbe facile, perché per me il calcio femminile rappresenta Angela, mia figlia. Sulla fascia di capitano c’è scritto Angela Pipola, posso mai vendere? Questo non vuol dire che non possano esserci partnership”.

Riflettiamo sul ruolo che le persone rivestono, sempre e comunque, in ogni progetto e nel suo sviluppo futuro. Soprattutto quando si riesce a scardinare l’ordine naturale delle cose partendo dall’interno del sistema.

Quella del Pomigliano Femminile è una bella storia di calcio. Rende possibile condividere il senso di appartenenza che ha ispirato i successi del club, guidato con la forza dei contenuti etici che sono l’essenza del calcio di una volta.

La traccia di riferimento per quello del futuro, almeno in ambito femminile, affinchè il professionismo sia duraturo e sostenibile.

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