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Non ce ne voglia la Sampdoria Women, ma l’Inter vista a Bogliasco era una squadra palesemente martoriata dal focolaio Covid-19. Un grave problema sanitario la cui bolla è costata al club nerazzurro due sconfitte consecutive, nelle quali ha incassato 5 reti senza riuscire a segnarne neanche una. I numeri dicono sempre il vero, specie nel calcio

Le doriane sono state fortissime, non c’è dubbio. Il club blucerchiato conta su un ottimo complesso. Antonio Cincotta merita un grande applauso. Ha compiuto un miracolo riuscendo ad assemblare da zero una rosa che si sta dimostrando competitiva in un campionato difficile come la massima serie nazionale.

Va detto però che la superiorità della Samp è stata fin troppo schiacciante, per non destare il sospetto che di fronte si sia trovata una squadra a pezzi. Addirittura imbarazzante per gli errori che sono stati commessi in campo. Per di più priva di ricambi di spessore in panchina. Le giocatrici di Rita Guarino erano chiaramente sulle gambe. Imballate e insicure in difesa, inefficaci a centrocampo e praticamente nulle nella fase offensiva.

Il Covid-19 è una brutta bestia. Il prezzo pagato dall’Inter al tremendo impatto con il virus è stato altissimo. E però le nerazzurre non sono  e non possono essere quelle viste a Bogliasco oppure la settimana precedente in caso del Pomigliano Femminile. Troppo brutte per essere vere. Ha pesato tantissimo, per dirne una, l’assenza in avanti di Bonetti. Tutte le altre erano solo le controfigure delle giocatrici viste nelle prime giornate di campionato.

Rita Guarino (nella foto) non ha accampato scuse, come è nel suo stile. È un’allenatrice troppo brava e troppo seria per attaccarsi a questi pretesti. Ha preso, incartato e portato a casa quello che il destino le ha riservato. Ma siamo dell’opinione che saprà rifarsi alla sua maniera, perché la rosa nerazzurra ha stoffa da vendere.

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