Quale futuro per la Serie B Femminile? Un campionato che aspetta di conoscere la sua ‘mission’ e che è bellissimo

La serie B a 16 squadre è stata un campionato appassionante come pochi ➡️ Il campionato di Serie B Femminile: la ‘grande bellezza’. E però resta in un limbo, sotto l’aspetto normativo.

Al momento dipende dalla Divisione Calcio Femminile guidata da Ludovica Mantovani il cui futuro è a sua volta incerto, dal momento che sarà insediata dal 1 luglio la Divisione Professionistica della Serie A Femminile.

Dopo la promozione diretta in A del Napoli e dopo che la Lazio ha perso lo spareggio con il Pomigliano, si resta in attesa di definire quale sarà la sedicesima squadra del torneo cadetto. Il Chievo Verona e il Cittadella hanno deciso infatti di fondersi, liberando una piazza. A prescindere dalla prescelta. si sa già che l’anno prossimo la partecipazione al campionato cadetto sarà molto qualificata.

Sono retrocesse in C Apulia Trani, Trento e Tavagnacco. Hanno fatto il percorso inverso Bologna, Pavia e Res Roma. Un format di tutto rispetto, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo.

👉🏾 Per queste ragioni ci sembra fondamentale assumere, al più presto, decisioni importanti sul futuro di una categoria il cui ruolo è notevole nel contesto del movimento femminile.

👉🏾 Due possibili opzioni?

  • Passare la Serie B e forse pure la la Serie C (in quanto serbatoi della A professionistica e delle Nazionali) sotto il controllo di una Divisione Calcio Femminile tenuta in vita e rinnovata nei suoi obiettivi. Avremmo così una Divisione Professionistica della Serie A Femminile e una Divisione Calcio Femminile (serie B e serie C).
  • Trasferire anche la B, come oggi è già la C, sotto l’ala della LND. Con tutte le conseguenze del caso.

Aspettiamo fiduciosi che le acque si smuovano. Presto, che è tardi!

➡️ Sergio Mutolo

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