Divisione Professionistica Serie A femminile, avviso ai naviganti: mi si è ristretto in corsa il campionato

Già questa estate la Serie A femminile aveva corso il rischio di partire con nove squadre anziché dieci. Il caso Sampdoria aveva tenuto banco per settimane, risolvendosi sul filo di lana.

Ora le blucerchiate si stanno facendo onore e dimostrano, sul campo, di aver avuto tutte le ragioni del mondo a non mollare fino alla fine spingendo la società a tenere in piedi il comparto femminile del club. Tanto di cappello, come è doveroso in situazioni come queste.

Adesso la storia si ripete. Il ritiro annunciato del Pomigliano con effetto immediato comporterà, se confermato, una serie di problemi non da poco per la Divisione del presidente Federica Cappelletti.

Gestire un campionato professionistico con solo nove club iscritti non è certo il massimo della vita. Ci sarà una squadra che dovrà riposare in ogni turno, le classifiche non saranno mai definitive, dovrà essere forse rivista anche la formula della seconda fase (già di per sé molto opinabile) e chi più ne ha più ne metta.

Un brutto colpo per le ambizioni di crescita della massima serie nazionale, che confidava nel passaggio al professionismo per dare vita a soluzioni nuove e tali da incrementare il numero delle tesserate che resta ancora troppo basso in Italia.

Sarebbe utile e necessario che qualche segnale di fumo venisse, dalle parti della Divisione di Federica Cappelletti. Riusciranno i nostri eroi a superare anche questo scoglio, come nel caso della Samp?

Perchè è indubbiamente vero che il silenzio è d’oro. Ma, in determinati frangenti. può anche diventare assordante e controproducente. O no?

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