Il calcio va in tilt: la Serie A Femminile e nuovi modelli di professionismo

La Serie A Femminile, con il passaggio al professionismo, si appresta a entrare in un sistema ormai alla canna del gas. Il calcio italiano è alla fine di un’epoca. Occorre inventarsi qualcosa di nuovo per sopravvivere. Il clamoroso fallimento della Nazionale certifica lo sprofondo del settore maschile. Il movimento in rosa non deve frasi travolgere. Occorre cercare strade alternative.

☑️ L’estromissione dal Mondiale, per la seconda volta consecutiva, è un evento mai verificatosi nella lunga storia del mondo pallonaro italiano che certifica lo sfascio di un sistema non più in grado di reggersi da solo. In una fase storica in cui ci sono ben altre emergenze, sancisce comunque la fine di un’epoca.

☑️ Un articolo pubblicato su ‘Calciopress’ il 20 luglio 2018, ovvero all’indomani di quella dolorosa esclusione dal Mondiale – “Il calcio italiano: triste, solitario y final” – è la prova che in Italia si fa finta di cambiare per poi non cambiare di fatto nulla 👉🏾 QUI.

⏩ Il modello di calcio al quale vuole uniformarsi la Serie A Femminile è quello dei “muri di gomma” e delle “facce di bronzo” riottoso verso ogni forma di catarsi e di rinnovamento? Vuole lasciarsi morire, come Sansone, con tutti i Filistei?

⏩ Ecco perchè è indispensabile orientarsi verso modelli innovativi, come quello creato al Napoli Femminile dal virtuoso presidente Raffaele Carlino con la sua idea di azionariato diffuso 👉🏾 QUI.

⏩ Diversamente, il destino del movimento è già scritto nella pietra 👉🏾 “Serie A Femminile: il professionismo e il calcio italiano dei ‘muri di gomma’.

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