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Arezzo-Florentia San Gimignano, partita giocata per il campionato Under 15 femminile e conclusa con la vittoria delle ragazze amaranto per 2-1, registra un episodio di grande fair play >>> LEGGI QUI .

Nel corso del secondo tempo una giocatrice aretina rimane a terra dopo uno scontro di gioco. L’arbitro non interrompe la gara ma molte giocatrici delle due squadre si fermano, spaventate dall’infortunio. L’azione prosegue, la palla termina in modo rocambolesco nella porta dell’Arezzo e l’arbitro non può che convalidare la rete.

A quel punto le ragazze in maglia neroverde della Florentia San Gimignano si fermano, fanno pareggiare l’avversario e permettono che la casualità non falsi il risultato della gara.

La reazione dello staff della Florentia SG, della squadra e del pubblico è  coerente con il metodo di lavoro del settore giovanile del club del presidente Tommaso Becagli.

Come chiosa l’articolo “il calcio femminile è un’agenzia educativa, è un prezioso spazio di formazione, prima che una serie di campionati; gli allenatori sono educatori prima che mister; le giocatrici o i giocatori sono là per prepararsi a obiettivi ben più importanti e ambiziosi (umani e sportivi) che vincere un trofeo. La condivisione di questa istanza tra tutti gli addetti e le addette ai lavori aiuterà il calcio femminile a trovare la sua strada verso un professionismo che, per garantirsi un futuro solido, dovrà necessariamente rifuggire i tratti peggiori della deteriorata cultura sportiva dei giorni nostri”.

Un’impostazione culturale dalla quale il calcio, femminile o maschile che sia, non dovrebbe mai discostarsi.

Sergio Mutolo

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