Serie A femminile e professionismo: come assorbire la crescita dei costi?

✅Il professionismo nel calcio femminile comporta la soluzione di un problema non da poco, ovvero la sostenibilità dal punto di vista economico. Come riportato da Il Sole 24 Ore, i costi vedranno una forte crescita considerando il diverso status delle calciatrici.

✳️ Allo stato attuale fino a 10mila euro di compenso, per le regole fiscali dei dilettanti, non è previsto un prelievo fiscale. Per la quota sopra questa cifra, si paga con un’aliquota di circa il 24 per cento.

✳️ Con il passaggio al professionismo, i compensi minimi saliranno (20.263 euro lordi a stagione dai 19 anni in su e 26.664 dai 24 anni): significa ad esempio che una calciatrice di 25 anni che percepiva 10mila euro annuali o poco più dal 1° luglio costerà quasi tre volte tanto.

✳️ Il passaggio al professionismo, che imporrà di inquadrare al minimo federale anche tutti coloro che operano intorno alla squadra (per circa 25 atlete ci sono 30/40 addetti, dai magazzinieri ai dirigenti), il costo salirà secondo le stime più attendibili fra il 40 e il 50 per cento.

👉🏿 Il fabbisogno strutturale del sistema – di cui un terzo legato agli stipendi delle calciatrici – potrebbe dunque salire dai 15/18 milioni attuali a stagione 20/25 milioni. 

Fonte: Il Sole 24 ore

 

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