Un Ajax infarcito di giovani e per 10/11 olandese elimina in rimonta la Roma dalla UWCL: ad Amsterdam finisce 2-1

La Roma, per superare la fase a Gironi della Women’s Champions League, era soprattutto obbligata a vincere e poi a sperare nel risultato di Bayern-PSG.

L’esito della partita di Monaco è stato quello che sarebbe servito (un pareggio) e la Roma era anche passata in vantaggio per prima. Ma le cose si sono complicate. Le giallorosse  si sono fatte rimontare e battere dall’Ajax, che passa dunque il turno al posto delle giallorosse.

Niente da dire sulla prestazione gagliarda della Roma, che ha anche perso Giugliano nel secondo tempo (un’assenza grave per la manovra della squadra di Spugna) e che ce l’ha messa tutta.

Ma, ci sia consentito, quello che ci preme in ottica sportiva è fare un grande encomio all’Ajax.

Una squadra piena zeppa di giovani e formata per 10/11 da giocatrici olandesi provenienti dal vivaio. L’unica straniera, l’americana Johannes (nella foto, contrastata da Minami), è addirittura una giocatrice classe 2007.

In sintesi il trionfo della politica pallonara basata sulla lungimiranza, sul coraggio, sulla fiducia nelle giovani e sullo sviluppo dei vivai (negletti e trascurati, in linea di massima, nel calcio femminile italiano che conta).

Una lezione da tenere a mente, visto come è finita?

Ajax-Roma 2-1 (1-1)
30′ Bartoli (R), 44′ Hoekstra (A), 85′ aut. Kramzar (A)

AJAX (4-3-3): Van Eijk; Keijzer (88′ Kardinaal), Spitse, de Sanders, Weerden; Noordam (88′ Noordman), Van Gool (78′ van de Velde), Yohannes; Grant, Leuchter, Hoekstra (63′ Keukelaar). A disp.: Nienhuis, Van der Wal, Jansen, Tolhoek, Sabajo. All. Suzanne Bakker

ROMA (4-3-3): Ceasar; Bartoli, Minami, Linari, Di Guglielmo; Giugliano (46′ Greggi), Kumagai, Feiersinger (73′ Kramzar); Haavi, Giacinti (60′ Glionna), Viens. A disp.: Korpela, Ohrstrom, Valdezate, Testa E., Ciccotti, Pellegrino Cimò Tomaselli. All. Alessandro Spugna

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