La Roma Femminile di Spugna è spavalda in campionato, ma ha qualche problema con le Coppe: come finirà al Tre Fontane con la Juventus Women?

La Roma sta facendo più che bene in campionato. Guida la classifica con 5 punti di vantaggio sulla Juventus e 7 sulla Fiorentina. Eccetto la sconfitta con l’Inter ha vinto tutte le partite fin qui giocate per la Prima fase.

Il fatto è che, nelle Coppe, le cose stanno andando in modo diverso.

Le giallorosse di Alessandro Spugna (nella foto, fresco vincitore della panchina d’Oro) hanno perso la Supercoppa giocata a Cremona con la Juventus e sono state sconfitte dal Napoli femminile, ultimo in classifica, nella partita di andata dei Quarti di Finale di Coppa Italia (anche se restano molto alte le probabilità di ribaltare il risultato nella gara di ritorno al Tre Fontane).

Ciò che più conta, la Roma è stata eliminata dalla Fase a Gironi (arrivando ultima nel suo raggruppamento) a causa di tre sconfitte consecutive nelle ultime tre partite giocate (due delle quali al Tre Fontane). Il tutto dopo un inizio strepitoso che aveva fatto sperare in un esito molto diverso.

Brucia in particolare l’eliminazione per mano di un club come l’Ajax (che passa ai Quarti di Finale della Champions) imbottito di calciatrici giovanissime e formato per 10/11 da olandesi. Senza contare che l’unica straniera in campo, l’americana Johannes, è una classe 2007. Dati sui quali occorre meditare, e non poco.

La Roma ha da subito la possibilità di rifarsi al Tre Fontane nella sesta di ritorno della serie A affrontando la Juventus. Per Spugna, alle prese con lo spinoso caso Serturini che sta dividendo la tifoseria considerato il ruolo storico di Annamaria nel cammino del club giallorosso, fare risultato contro le bianconere di Joe Montemurro è (quasi) un obbligo.

Non resta che aspettare.

➡️ Sergio Mutolo

You may also like

La Nazionale Femminile di Soncin si proietta verso Euro 2025: non solo le Azzurre, ma le Azzurrine nella loro totalità si candidano per diventare la stella polare della piramide rosa

Non solo le Azzurre di Andrea Soncin, che