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Sergio Mutolo

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Ne è passato di tempo da quando l’adolescente Laura Giuliani (nella foto, scattata al Santa Lucia in occasione di Florentia San Gimignano-Juventus Women), classe ’93, inizia a giocare nella S.S. La Benvenuta di Bollate. Il passaggio al Como 2000 avviene a 16 anni. Con i lariani, Laura disputa il campionato di A2 fino allo spareggio con il Milan e alla salita in serie A grazie a un provvidenziale ripescaggio. Il suo esordio nella massima categoria nazionale risale al 9 ottobre 2011, nella gara giocata con il Tavagnacco. Quell’anno colleziona 22 presenze.

Nel 2012 per Giuliani inizia la lunga parentesi trascorsa a giocare in Germania. In Renania Settentrionale-Westfalia indossa la maglia del Gutersloh e poi dell’Herforder, club con il quale conquista la promozione in Bundesliga. Nel 2015 passa al Colonia. Nel 2016 al Friburgo.

Lontana da casa, è costretta a molti sacrifici per continuare a giocare. Il calcio non le dà piena autonomia economica e lavora in un forno per potersi regolarmente allenare durante il giorno. 

Nel 2017 il rientro in Italia, che coincide con la chiamata della Juventus Women. La carriera di Giuliani decolla. Con il club bianconero vince due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa. Tutto accade nell’arco di appena due anni.

Dopo le esperienze con l’Under 19 (colleziona 13 presenze) e con l’Under 20 (3 presenze), arriva anche l’esordio nella Nazionale maggiore (il 5 aprile 2014, a Vicenza, contro la Spagna) mentre ancora gioca in Germania. Il coronamento di una carriera, sancito dalla partecipazione al Mondiale 2019. Quando si mette in luce parando un calcio di rigore battuto da Sarah Kerr, nella partita vinta per 2-1 con l’Australia.

Una lunga gavetta. Una carriera segnata da momenti di difficoltà, dominata da un grande spirito di sacrificio. Dati di fatto che rendono Laura Giuliani un’icona del movimento calcistico femminile. Una giocatrice che incarna le peculiarità di una serie A in rosa con elementi di enorme e specifica diversità rispetto al movimento maschile.

La foto scattata al Santa Lucia di San Gimignano e pubblicata da Calciopress  >>> LEGGI QUI, riassume i momenti di una storia personale nata dal basso, condivisa con tutte le altre giocatrici che hanno consentito l’ascesa mediatica del calcio femminile. Si profila, finalmente, quel futuro di sostenibilità che il movimento si merita appieno?

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