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La transizione verso il professionismo della Serie A rappresenta il punto di arrivo di una storia tanto bella quanto accidentata. Le falangi di ragazze che hanno calcato i campi di gioco, quando ancora erano riserva dei maschi nella fase pionieristica del calcio femminile, vedono la realizzazione di quello che per molto tempo è sembrato nulla più che un sogno. Un sogno utopico, per giunta.

Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni: nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la nostra breve vita“. William Shakespeare lo fa dire a Prospero, nella prima scena del quarto atto della commedia teatrale ‘La tempesta’.

Per un tempo infinito il calcio femminile è stato forgiato nella stessa materia di cui sono fatti i sogni. L’approdo al professionismo è la prova provata che i sogni dovrebbero (devono) essere la stella polare da seguire, sempre e comunque. Il movimento raccoglie, hic et nunc, i frutti dei sacrifici di tante giocatrici che hanno sfangato per anni sui campi di tutta Italia.

Ancora oggi, le ragazze del calcio femminile continuano a essere mosse da una passione genuina. La stessa scaturita dalla lucida follia di alcune impavide pioniere. La memoria corre al Dick Kerr Ladies Football Club, antesignano di tutto quanto è successo dopo.

Siamo ormai quasi al termine di una stagione difficile, contrassegnata dalla disastrosa epidemia che ha condizionato le vite degli umani e costretto i club della Serie A a giocare in stati tristemente vuoti.

E però siamo anche in prossimità di una stagione cruciale, vale a dire quella che segnerà il passaggio epocale del calcio femminile dallo status dilettantistico a quello professionistico. La materializzazione di un sogno. Perché le cose stanno così e la storia lo dimostra. Le ragazze del calcio sanno fare grandi sogni.

Aiutiamole a trasformarli in una realtà duratura e sostenibile (nella foto, “Fearless Girl”, Wall Street, New York).

…ho soltanto i sogni e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi. Cammina con leggerezza, perché cammini sui miei sogni (William Butler Yeats)

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