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Il calcio è uno sport bellissimo. Non a caso è quello più seguito al mondo. Il sistema corre il rischio, nella sua interezza, di uscire mortificato da una pandemia che ha radicalmente mutato le esistenze degli umani. Il senso di frustrazione e l’aria di disincanto si tagliano con il coltello, in questi tempi oscuri. Mettono a dura prova tutti i nostri “amori”, anche quelli in apparenza più consolidati.

Gli stadi vuoti nei quali è stata costretta a giocare la Serie A Femminile, sono la prova provata di un calcio che il coronavirus ha trasformato in un prodotto autoreferenziale tristemente confinato sugli schermi televisivi e ormai appannaggio – dal vivo – di un esiguo numero di addetti ai lavori.

Quando le cose cercheranno di tornare a una parvenza di normalità, il programmato passaggio dallo status dilettantistico a quello professionistico legato al decisivo impulso della Divisione Calcio guidata da Ludovica Mantovani e dalla Figc di Gabriele Gravina, dovrà però fare i conti (anche) con l’indifferenza del contesto. Il guado non sarà facile da attraversare, tenuto conto delle molteplici criticità che già affliggevano il sistema calcio femminile.

La speranza è che si concretizzi il tanto auspicato “risveglio” e che le paranoie connesse con la pandemia finiscano con il tempo per volatilizzarsi.

Occorrerebbe, anche per il calcio femminile, una sorta di Festa del Calendimaggio. Un rito antico che si celebrava il primo giorno di maggio, in modo particolare a Firenze, per inneggiare alla natura in fiore e alla bellezza delle fanciulle. Alle quali veniva offerto, in segno di devozione e di augurio, un ramoscello verde chiamato “maio”. Era il modo della gente di celebrare il risveglio della natura.

Sarebbe bello intravedere un Calendimaggio, in fondo al tunnel in cui si è infilato il calcio già prima della pandemia. Soprattutto per il versante femminile, popolato di ragazze entusiaste e appassionate >>> “Calcio Femminile, le ragazze fanno grandi sogni”.

L’auspicio è che, per buena suerte, la prossima cruciale stagione riservi a tutte un ramoscello verde per festeggiare la definitiva crescita del movimento.

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