Serie A e Serie B femminile, format e una “visione” di futuro

Al termine della giornata di oggi sarà (forse) più chiaro l’orientamento della Divisione Calcio Femminile in materia di format dei nuovi campionati di competenza.

Il Consiglio Direttivo presieduto da Ludovica Mantovani, che resta comunque sotto l’ala protettiva della Figc di Gabriele Gravina, rivoluzionerà nell’Assemblea fissata per oggi i format della Serie A e della Serie B Femminili?

A questo proposito si sentono, come sempre accade, girare anticipazioni e strane voci messe in giro da chissà chi e per chissà che cosa. In quanto a noi facciamo spallucce e attendiamo, come doveroso, un comunicato ufficiale diffuso al termine dei lavori che sgombri il campo da ipotesi azzardate. Occorre procedere con la chiarezza necessaria quando si parla di una categoria come la Serie A Femminile, nei fatti già professionistica.

Crediamo, però, che una riflessione preliminare sia necessaria. Il fallimento in fieri – a livello economico e sportivo – delle serie professionistiche maschili è la prova provata che certi meccanismi contorti e aberranti non pagano a medio-lungo termine. Stella polare? La semplicità.

Secondo noi la formula attuale della Serie A Femminile, con appena dodici club iscritti, è fin troppo ristretta oltre che autoreferenziale. L’interesse da tutelare resta, sempre e comunque, quello dei tifosi Sono il centro di gravità permanente del sistema. Questa ristrettezza numerica mina la base del movimento, il pubblico negli stadi.

I tifosi non vanno mai tenuti ai margini del sistema. Il punto di partenza di ogni riforma del format non può e non deve essere la mera tutela autoreferenziale dei club, ma rispettare il contesto che tiene in piedi e dà valore sociale al prodotto calcio. Maschile o femminile che sia.

Per questa, e per altre ragioni, ci sembra cruciale soprassedere a pericolose emulazioni in negativo. Una visione corretta di futuro coincide con l’obiettivo di instradare da subito la Serie A e la Serie B Femminile verso circuiti virtuosi. Al riparo dai vizi capitali che hanno affondato i corrispettivi maschili.

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