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Ciò che non è riuscito al progetto Superleague, è riuscito invece alla Divisione Calcio Femminile guidata da Ludovica Mantovani.

Nel corso dell’assemblea federale che si è svolta ieri, coordinata dal presidente Gabriele Gravina, è stato deciso che – a partire dalla stagione 2022-23 – il massimo campionato femminile avrà solo 10 club iscritti.

Una scelta che lascia adito a numerose e oggettive perplessità. Niente più spazio per le favole che alimentano il gioco del calcio, da sempre una fabbrica dei sogni. Difficile per una piccola società, per non dire impossibile, entrare a far parte di questo club esclusivo e troppo competitivo in termini finanziari.

Un progetto “superaziendalista”, che si basa sulla creazione di una élite. Le squadre si incontreranno fra loro anche tre volte, durante la stagione, per assicurare un numero congruo di partite da piazzare alle pay tv.  

Il ricambio ai vertici del calcio femminile sarà praticamente impossibile. E tutto il resto del movimento femminile? Quali prospettive potrà mai avere? Questa è la domanda.

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