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La conferma del presidente federale, Gabriele Gravina, chiude la vicenda Florentia San Gimignano-Sampdoria. L’istanza congiunta per la cessione del titolo sportivo – presentata da Tommaso Becagli (patron della Florentia San Gimignano) e da Massimo Ferrero (presidente della Sampdoria) – è stata accolta dalla FIGC.

All’U.C. Sampdoria viene così attribuito ufficialmente il titolo sportivo della società toscana e potrà disputare il prossimo campionato di Serie A femminile. Le calciatrici tesserate per il club neroverde sono svincolate e possono collocarsi in altre squadre.

Così recita la nota ufficiale: “Vista l’istanza congiunta delle società U.C. Sampdoria s.p.a. e Florentia San Gimignano Società Sportiva Dilettantistica a r.l., per l’attribuzione alla prima del titolo sportivo di Serie A femminile della Florentia San Gimignano Società Sportiva Dilettantistica a r.l, il presidente federale ha deliberato, in accoglimento dell’istanza trasmessa alla Federazione, di attribuire il titolo sportivo di Serie A femminile della Florentia San Gimignano Società Sportiva Dilettantistica a r.l. alla società U.C. Sampdoria s.p.a.”.

Cala il sipario su una delle più belle storie del calcio italiano in assoluto. Si dissolve, come neve al sole, un gruppo di lavoro che ha saputo compiere un vero e proprio capolavoro calcistico.

Un brutto colpo per l’anima dilettantistica della Divisione Calcio, guidata da Ludovica Mantovani. La prova provata che il business si è ormai infiltrato anche nella Serie A Femminile. Il calcio moderno si fa strada anche qui, nonostante la deriva in cui è stata cacciata la sua componente maschile, ormai alla canna del gas. Prendere o lasciare.

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