Napoli Femminile, la salvezza (al momento) è un’araba fenice?

Riuscirà a salvarsi il Napoli femminile? Questa è la domanda che si pongono con insistenza i tifosi partenopei. Finora il cambio in panchina fra Pistolesi e la coppia Domenichetti-Castorina non ha dato i risultati sperati. Due sconfitte in due partite non sono certo un buon viatico a quelle latitudini.

La finestra invernale di calciomercato è servita per dare un maggior equilibrio ai reparti, ma i problemi restano ancora molti. Lo stesso inizio del girone di ritorno, a cominciare dalla trasferta di Milano con la corazzata Inter di Rita Guarino, pone non poche incognite. Più che il risultato, che appare segnato sulla carta almeno secondo le previsioni della vigilia, conteranno gli assetti della squadra e le motivazioni delle nuove arrivate.

Si punta molto sull’ex Milan Mauro, sul cavallo di ritorno Errico e sulle reti di Soledad (nella foto, fin qui molto deludente e non poco). Ma la classifica piange, l’attacco non segna, la distanza dall’Empoli Ladies (che si è aggiudicata il confronto diretto a Napoli e oggi ha sfiorato il colpo grosso in casa della Roma) è di cinque lunghezze.

Il Pomigliano Femminile, che appare al momento fuori portata visti i risultati e il gioco espressi nel girone di andata, è avanti di sei punti (e ha vinto il confronto diretto con le azzurre). La Fiorentina Femminile, grazie ai colpi del mercato invernale, nonostante i suoi 13 punti viaggia ormai su un altro pianeta.

Al momento la salvezza resta una mera ipotesi. Gli spazi di manovra e di aggancio sono assai ristretti. Ma il calcio è lo sport dei miracoli per eccellenza. Il presidente Carlino pera che il suo progetto possa resistere. Sarebbe cosa buona e giusta, in un calcio femminile ormai ridotto allo sbiadito clone di quello maschile.

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