Serie A Femminile e professionismo: sarà il migliore di tutti i tempi?

L’incipit di 👉🏾 “A tale of two cities” offre un’idea suggestiva della dicotomia all’interno della quale continua a muoversi il sistema calcio femminile, pur se ormai proiettato verso il professionismo.

Non va mai dimenticato che 👉🏾 ci sono voluti 50 anni per arrivare a questo risultato. La storia del calcio femminile, vissuta alla periferia del movimento pallonaro maschile, è prossima a una svolta.

Il fatto è che si parla di una storia assolutamente peculiare. Intrisa di ideali, di valori, di aneddoti, di memorie, di gioie alternate ad amarezze. Una vicenda epocale sottesa da una varietà eterogenea di situazioni: le fondamenta di un movimento che si prepara al tanto sospirato (meritato) decollo.

Il calcio femminile scaturisce da una passione senza limiti. La prova provata? Le centinaia di ragazze che hanno sfangato sui campi di tutta Italia in questi 50 anni, sorrette da un entusiasmo senza limiti.

Affinchè questo salto non si trasformi in un salto nel buio occorrerà miscelare vari elementi. Programmazione, dedizione, lungimiranza, narrazione mediatica coinvolgente, capacità di attrarre tifosi e portarli dentro gli stadi a guardare dal vivo le partite.

Solo così, alimentando la passione che sottende al movimento, la sfida del professionismo potrà essere vinta. E il prossimo anno potrà essere vissuto alla grande. Fino a diventare, per il calcio femminile, ”il migliore di tutti i tempi”.

👉🏾 “Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi, era il secolo della saggezza, era il secolo della stoltizia, era l’epoca della fede, era l’epoca dell’incredulità, era la stagione della Luce, era la stagione delle Tenebre, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi, andavamo dritti dritti al Cielo, andavamo dritti dritti dalla parte opposta” (‘A tale of two cities’, Charles Dickens).

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