A proposito di Alice Pignagnoli e di Serie A Femminile: se il professionismo è elitario

palla in rete

Chi bazzica il calcio femminile sa tutto o quasi sulle vicende che hanno visto coinvolta Alice Pignagnoli, portiere della Lucchese (club che milita ne campionato di serie C), alla quale va lo nostra più totale solidarietà. Ai rilievi mossi dalla giocatrice, la società ha risposto con un comunicato ufficiale di chiarificazione. La cronaca del web straborda di notizie in merito. Ci sembra inutile e velleitario approfondirle in questa sede.

Piuttosto il caso Pignangnoli – che già quando giocava nel Cesena rimase incinta senza che la questione si trasformasse in un ‘casus belli’, se non in senso positivo per lei e il club di riferimento – scoperchia il vaso di Pandora che attiene all’incompiutezza della formula professionistica scelta in Italia per il calcio femminile.

Calciopress ha ripetutamene puntato il dito sulle criticità che si sarebbero dovute affrontare e risolvere contestualmente a questo passaggio epocale (basta cercare la voce ‘professionismo’ nel nostro archivio). Lasciarle irrisolte, per la fretta di partire, potrebbe minare alla base il progetto.

✅ La strada verso il professionismo è un processo fisiologico e naturale, tuttavia al momento manca tuttora una qualsiasi progettualità che riesca a sostenerne le ragioni.

✅ Il rischio incombente è correre verso una meta senza sapere poi dove andare veramente.

✅ Occorre, al sistema calcio femminile, un sostegno economico strutturale.

✅ Le risorse che attualmente provengono dai diritti televisivi e commerciali sono insufficienti a coprire anche soltanto il 5% del costo medio necessario per gestire una stagione di Serie A.

✅ Si dovrebbero mettere a confronto tutte le componenti del sistema calcio femminile, che non sono per niente omogenee, cercando di analizzare i numerosi punti deboli di questo percorso.

✅ La componente dilettantistica, serie B compresa, è stata viceversa esclusa da ogni processo decisionale.

✅ L’ostacolo principale per attivare gli strumenti di sistema necessari per sostenere il passaggio a un professionismo stabile e sostenibile della Serie A Femminile è la mancata introduzione della ripartizione dei ricavi derivanti dalla vendita collettiva dei diritti audiovisivi che avrebbero immesso liquidità in tutto il sistema.

👉🏽 Il caso Pignagnoli è solo la punta dell’iceberg. È esploso perché la giocatrice è stata determinata nel diffondere le sue ragioni.

👉🏽 Se il professionismo del calcio italiano resterà elitario e autoreferenziale, continuando a reiterare l’esclusione dalla riforma di tutta la complessa piramide del sistema e lasciandola vivacchiare alla giornata, il futuro del movimento non sarà certo così roseo come lo si vuol far sembrare.

⏩ Paradossale il caso della Serie B che convive con la Serie A sotto lo stesso tetto della Divisione Calcio Femminile guidata da Ludovica Mantovani, ma conserva il suo status dilettantistico.

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