Calcio e nuvole: a proposito di Superlega e Divisione Professionistica Serie A Femminile

La serie A, entrata nel professionismo al suono delle fanfare, stenta a farsi largo nell’immaginario collettivo. Resta un prodotto di nicchia, nonostante se ne apprezzi la oggettiva valenza tecnica.

Nella sostanziale indifferenza dei media nazionali, il campionato si trascina stancamente verso un finale già scontato al termine della stagione regolare.

I mezzi di comunicazione di massa che contano danno notizie con il contagocce. La rottura delle trattative con la Rai potrebbe mettere seriamente a rischio le dirette tv delle partite che la Nazionale giocherà al prossimo Mondiale.

Gli unici squarci mediatici recenti sono stati, in un deserto che fa paura: i 40000 dell’Olimpico che hanno assistito a Roma-Barcellona, l’istituzione da parte della Figc della Divisione Professionistica Serie A Femminile (partirà ufficialmente il 1 luglio 2023) e le polemiche extra-sportive del dopo partita di Roma Juventus al Tre Fontane finita 3-2.

La cruda realtà è che solo pochi siti online dedicati, fra i quali anche il nostro Calciopress, si impegnano a tenere viva l’attenzione sul calcio femminile e sulle dinamiche (sportive e non) che lo sottendono.

Come spesso avviene nella vita, che del calcio è secondo molti una metafora, il rallentamento nella crescita di un prodotto è (quasi) sempre un problema di carenza di comunicazione e di idee. Se non si ritaglia un suo specifico spazio, la serie A femminile continuerà a essere una (inutile e minimalistica) appendice dell’omologo maschile.

Per ottenere risposte risolutive bisogna saper porre buone domande e sollevare per tempo le oggettive criticità. Le soluzioni di un problema nascono dalla qualità delle domande, non dalla genericità di risposte evasive o precotte a domande banali.

👉🏿 “Avete notato che un punto interrogativo a testa in giù somiglia a un amo? Bene: buttatelo nel mare del possibile e vedrete che qualcosa di interessante ci resterà attaccato”.

👉🏿 “Viviamo tempi incerti e fatichiamo sempre più a riconoscere il mondo che ci circonda: eventi totalmente inediti e che non riusciamo a interpretare stanno modificando gli strumenti con cui ci confrontiamo con gli altri, come veniamo condizionati dalle informazioni, le modalità di accesso ai saperi”.

👉🏿 “Mai come oggi abbiamo avuto bisogno di un nuovo, ideale ‘coltellino svizzero‘ per poter di volta in volta avvitare un pensiero, limare una percezione, stappare un punto di vista originale”.

👉🏿 “Esplorare nuovi orizzonti è diventata una necessità e si dovrebbe prendere coscienza dei meccanismi che orientano la vita di tutti noi, per imparare così a compiere le scelte giuste e soprattutto a porci gli interrogativi corretti”.

(Virgolettati in corsivo tratti da “Il coltellino svizzero”, Annamaria Testa, Garzanti, collana Saggi, 2020).

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