La scelta di Agnese: il coraggio di Bonfantini sarà premiante?

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi
(Rita Levi Montalcini) 

Ha fatto la scelta giusta. Dall’esperienza Sampdoria – che ha guidato verso una salvezza (quasi) insperata – esce una giocatrice rigenerata anche in chiave Nazionale. Brava Agnese Bonfantini!

==============

👉🏿 L’articolo che segue è stato pubblicato da Calciopress in occasione del trasferimento di Agnese Bonfantini dalla Juventus alla Sampdoria.

==============

Nella sfortunata partita giocata al Tardini, che ha segnato l’ennesimo rovescio della Sampdoria di fronte a un Parma volitivo e deciso a staccare in classifica un’avversaria diretta nella lotta per la salvezza, Agnese Bonfantini si è procurata e ha trasformato un calcio di rigore. Nella gara di Coppa Italia con l’Inter aveva già messo a segno un gol bellissimo.

Queste due reti sono il giusto premio a una decisione oggettivamente coraggiosa. La scelta di giocare, di scendere in campo con continuità, di misurarsi con se stessa e con le altre.

Il calcio resta comunque un gioco, un divertimento, una sorta di felicità gioiosa. Soprattutto per la bambina che ha deciso di andare controcorrente, nel momento in cui ha stabilito quale sport praticare. Quando aveva solo 6 anni, Agnese si è tesserata con il Fondotoce (società con sede nei pressi della natia Verbania) e lì ha inizia a giocare con i maschietti nelle formazioni miste

Dopo le brillanti stagioni alla Roma e dopo le belle prove nella prima alla Juventus l’attaccante, uno dei talenti più puri del calcio femminile italiano, si è sentita messa in discussione come calciatrice e dunque lesa nella sua stessa essenza.

Agnese Bonfantini ha deciso che non poteva starci. E ha fatto la sua scelta. Come è giusto che sia, anche quando è davvero complicato abbandonare la propria ‘comfort zone’ per tuffarsi in una nuova avventura che però potrebbe farla sentire di nuovo viva.

Nel calcio, come nella vita, il coraggio alla fine paga sempre. È quanto le auguriamo di tutto cuore. Perché, per ritrovarsi, bisogna prima perdersi.

“Vorrei che la mia vita fosse come una canzone
di Bruce Springsteen. Almeno per una volta
Nick Hornby
(‘Alta fedeltà’)

You may also like

“Calciopress” marca stretto le Nazionali Femminili Giovanili e le tiene costantemente al centro dell’attenzione mediatica

Il futuro della Nazionale maggiore, affidata al ct