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La storia del calcio femminile è stata per lungo tempo vissuta alla periferia del mondo pallonaro maschile. Il Mondiale di Francia era sembrato il grimaldello per la definitiva esplosione del movimento.

Ci ha pensato il Covid-19 a sparigliare le carte. La Serie A Femminile è stata costretta alla chiusura anticipata del campionato scorso e, quest’anno, è rimasta sotto la mannaia dei protocolli federali che hanno consentito di giocare solo partite a porte chiuse.

Il mondo pallonaro in rosa è stato forzato, dagli eventi avversi, a una frenata dolorosa quanto inattesa. La transizione verso lo status professionistico e la partecipazione della Nazionale agli Europei di Inghilterra, potrebbero essere la chiave di volta per imboccare la strada giusta.

Certo è che il calcio femminile si basa su una determinazione e una passione senza limiti. La prova? Le centinaia e centinaia di ragazze che hanno sfangato sui campi di tutta Italia per decenni, sorrette da un entusiasmo senza limiti. Senza altro obiettivo se non divertirsi e giocare.

La storia del calcio femminile è, dunque, del tutto peculiare. Intrisa di ideali, di valori, di aneddoti, di memorie, di gioie alternate alle amarezze. Una storia sottesa da una varietà strabordante di situazioni a corrente alternata, che potrebbero aver dato le fondamenta stabili a un movimento pronto al meritato decollo.

Sono le ragazze, con le loro storie individuali, che hanno reso speciale la storia del calcio femminile. E che continueranno a farlo. A prescindere. Sempre e per sempre. Comunque vada >>> “Calcio femminile, quando le ragazze fanno grandi sogni”.

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L’incipit di “A Tale of Two Cities” di Charles Dickens offre un’immagine suggestiva della dicotomia all’interno della quale, da molti (troppi) anni, è costretto a muoversi il sistema calcio femminile: “Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi, era il secolo della saggezza, era il secolo della stoltizia, era l’epoca della fede, era l’epoca dell’incredulità, era la stagione della Luce, era la stagione delle Tenebre, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi, andavamo dritti dritti al Cielo, andavamo dritti dritti dalla parte opposta”.

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