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In un campionato con dodici squadre e appena 22 partite da giocare, tre giornate contano parecchio. La classifica è già spaccata. Saranno solo in cinque a lottare per le prime piazze. Milan, Juventus, Roma, Inter e Sassuolo (nell’ordine attuale della graduatoria) viaggiano a punteggio pieno e con le vele in poppa.

È da presumere che soltanto i confronti diretti potranno determinare distanziamenti e rallentare la tabella di marcia da paura del gruppo di testa. La differenza tecnica con le altre è strabordante. Il ‘gap’ fra le rose è tale da non impensierire il manipolo di testa.

Alle sette che non riescono a reggere il ritmo e guardano con la lingua di fuori le cinque fuggitive che prendono il largo, non resterà che stare a guardare. È già tempo di pensare a salvarsi. Le tre retrocessioni incombono pericolosamente.

Forse solo Sampdoria Women e Napoli Femminile, attestate in una sorta di ‘terra di mezzo’, coltivano qualche speranza di restare fuori dalla bagarre per non precipitare in Serie B. Le altre cinque hanno già il fiato corto.

Il Pomigliano Femminile ha già esonerato il suo tecnico. Manuela Tesse ha dovuto fare le valigie, dopo aver portato la squadra in Serie A. La prova provata che il panico comincia a serpeggiare nelle stanze dei bottoni.

Anche la stella dell’Empoli Ladies della presidente Rebecca Corsi sembra molto appannata. La situazione non promette bene fra autoreti a go-go, rigori sbagliati in serie (ha fallito anche una specialista come Asia Bragonzi), vantaggi non conservati e sconfitte pesanti da digerire.

Preoccupante la situazione della Lazio Women, in una specie di caduta libera. Per Carolina Morace non saranno certo rose e fiori. Il presidente Lotito ha un carattere non proprio accomodante.

Preoccupante, in chiave retrocessione, la situazione dell’Hellas Verona Women di Matteo Pachera. Prende troppi gol e non riesce a segnare, anche se il primo tempo con la Juventus Women a Vinovo è stato degno di nota.

Un capitolo a parte spetta alla Fiorentina Femminile. Patrizia Panico si trova a gestire una situazione del tutto inconsueta per un club non abituato a trovarsi, dopo tre giornate, in fondo alla classifica senza aver raccolto neanche un punto. La sconfitta di Napoli contro una squadra imbottita di rincalzi è, sotto questo aspetto, particolarmente pesante. Le viola hanno sprecato davvero troppe occasioni e, alla fine, sono state punite. In quanto all’errore dal dischetto di Piemonte, che avrebbe consentito di pareggiare i conti in extremis, non è forse il segno di una tensione troppo alta in casa gigliata?

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